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LEGGE REGIONALE 20 DICEMBRE 2016 - N° 86

TESTO UNICO DEL SISTEMA TURISTICO REGIONALE

 

Capo IV
Maestro di sci
Sezione I
Definizione e attività


Art. 131
Defi nizione dell’attività di maestro di sci


1. È maestro di sci, ai sensi dell’articolo 2 della legge 8 marzo 1991, n. 81 (Legge-quadro per la professione di
maestro di sci e ulteriori disposizioni in materia di ordinamento della professione di guida alpina), chi insegna
professionalmente, anche in modo non esclusivo e non continuativo, a persone singole e a gruppi di persone,
le tecniche sciistiche in tutte le loro specializzazioni,esercitate con qualsiasi tipo di attrezzo, su piste da sci,
itinerari sciistici, percorsi di sci fuori pista ed escursioni con gli sci che non comportino diffi coltà richiedenti l’uso
di tecniche e materiali alpinistici, quali corda, piccozza eramponi.
2. Le aree sciistiche ove è prevista l’attività dei maestri di sci sono individuate e delimitate ai sensi della legge
regionale 13 dicembre 1993, n. 93 (Norme in materia dipiste da sci e impianti a fune ad esse collegati).


Art. 132
Albo professionale regionale dei maestri di sci


1. È istituito l’albo professionale regionale dei maestri di sci nel quale sono iscritti tutti i soggetti che esercitano
in modo stabile in Toscana la professione di maestro disci. Si intende esercizio stabile della professione l’attività
svolta dal maestro di sci che ha un recapito in Toscana ai fini dell’offerta delle proprie prestazioni.
2. L’albo è tenuto ed aggiornato dal Collegio regionale dei maestri di sci di cui all’articolo 137, sotto la vigilanza
della Regione che la esercita nelle forme previste dall’articolo 141.
3. L’albo professionale regionale dei maestri di sci èsuddiviso, per specialità, nelle seguenti sezioni:
a) maestri di sci alpino;
b) maestri di sci di fondo;
c) maestri di sci di snowboard.
4. L’iscrizione nell’albo professionale ha effi cacia per tre anni, è limitata alla sezione in cui il maestro è
iscritto ed è mantenuta a seguito di presentazione del certificato di idoneità psico-fi sica di cui all’articolo 132,
comma 1, lettera a), nonché dell’attestato di frequenza degli appositi corsi di aggiornamento obbligatori di cui
all’articolo 133.
5. Coloro che alla data di entrata in vigore della presente legge sono iscritti nell’albo professionale regionale
dei maestri di sci istituito dalla l.r. 42/2000 sono iscrittid’ufficio nell’albo di cui al comma 1.


Art. 133
Requisiti per l’iscrizione all’albo


1. Possono essere iscritti all’albo professionale regionale dei maestri di sci coloro che sono in possesso dei
seguenti requisiti:
a) idoneità psico-fi sica attestata da certifi cato rilasciato dall’azienda unità sanitaria locale del comune di
residenza;
b) assolvimento dell’obbligo scolastico;
c) assenza di condanne con sentenza passata in giudicato che comportino l’interdizione, anche tempo ranea,
dall’esercizio della professione, salvo che sia intervenuta la riabilitazione o che siano decorsi cinque anni dal
giorno in cui la pena è stata scontata o che, con sentenza passata in giudicato, sia stata concessa la sospensione
condizionale della pena;
d) abilitazione all’esercizio della professione, conseguita mediante la frequenza dei corsi di qualifi ca zione
professionale di cui all’articolo 133 e il superamento dei relativi esami.
2. Il collegio regionale dei maestri di sci, di cui all’articolo
137, accertata l’esistenza dei presupposti e requisiti di legge, provvede al rilascio di una tessera
di riconoscimento con fotografi a secondo il modello indicato dal dirigente della competente struttura della
Giunta regionale.


Art. 134
Corsi di qualifi cazione,
aggiornamento e specializzazione


1. La Regione riconosce corsi di qualifi cazione e di specializzazione professionale per maestri di sci, nonché
di aggiornamento obbligatorio, ai sensi della normativa regionale vigente.
2. Gli interventi formativi sono attuati in collaborazione con il Collegio regionale dei maestri di sci prevedendo,
per le materie di carattere tecnico e didattico, l’impiego di istruttori nazionali della Federazione italiana sport
invernali.
3. I corsi di qualifi cazione professionale assicurano la formazione tecnico-pratica e teorica del maestro di sci
nella singola specialità e si concludono con un esame e con il rilascio del relativo attestato.
4. L’ammissione ai corsi di qualifi cazione è subordinata al superamento di una prova attitudinale pratica.
5. I corsi di aggiornamento si riferiscono alle stesse materie di insegnamento previste per i corsi di qualifi
cazione. L’attestato di frequenza fi nale viene rilasciato ai soli soggetti che abbiano assicurato la pro pria presenza
ad almeno il 75 per cento delle ore di in segnamento.
6. Il maestro di sci che si trovi nella impossibilità di frequentare il corso di aggiornamento periodico
obbligatorio a causa di malattia o di altro comprovato motivo di forza maggiore è tenuto a frequentare il corso
di aggiornamento immediatamente successivo alla cessazione dell’impedimento; in tal caso, la validità
dell’iscrizione nell’albo professionale è prorogata fi no
a quando il corso obbligatorio sia superato e, in ogni caso, per un periodo massimo di tre anni, fatto salvo
l’accertamento dell’idoneità psico-fi sica di cui all’articolo
132, comma 1, lettera a).
7. I corsi di specializzazione sono fi nalizzati all’acquisizione di particolari tecniche, sono riservati ai soggetti
già iscritti all’albo professionale e si concludono con il rilascio del relativo attestato.


Art. 135
Modalità e contenuti dei corsi


1. Con deliberazione della Giunta regionale sono determinate le materie oggetto dei corsi di cui all’articolo
133, il numero delle ore e le modalità di accesso. Le materie e gli argomenti dei corsi sono determinati nel
rispetto dei criteri e dei livelli delle tecniche sciistiche defi niti dalla Federazione italiana sport invernali.
2. Nel provvedimento di cui al comma 1 sono determinati i casi di parziale esonero dalla frequenza dei
corsi di qualifi cazione e dalle relative prove attitudinali di ammissione per i soggetti che dimostrano di aver
già acquisito le relative conoscenze teoriche o tecnicopratiche.
3. I maestri di sci già abilitati in una specialità che hanno superato la prova attitudinale per l’ammissione ai
corsi di qualifi cazione di altra specialità sono esonerati dal corso di formazione e dall’esame limitatamente alle
materie già oggetto del corso di formazione per il quale è stata ottenuta l’abilitazione.


Art. 136
Maestri di sci di altre regioni e stati


1. I maestri di sci già iscritti negli albi professionali di altre regioni o province autonome che intendono
esercitare stabilmente la professione di maestro di sci in Toscana richiedono l’iscrizione nell’albo professionale
regionale della Toscana.
2. Il Collegio regionale dei maestri di sci provvede all’iscrizione dopo aver verifi cato la permanenza dei requisiti
di cui all’articolo 132.
3. I maestri di sci iscritti negli albi di altre regioni o province autonome che intendono esercitare
temporaneamente o saltuariamente in Toscana ne danno preventiva comunicazione al Collegio regionale dei
maestri di sci, indicando le località sciistiche nelle quali intendono esercitare e il periodo di attività.
4. Ai maestri di sci cittadini di stati membri dell’Unione europea diversi dall’Italia non iscritti in alcun
albo regionale che intendono esercitare in Toscana la professione in maniera stabile o in via occasionale e
temporanea, si applica la disciplina contenuta nel decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 (Attuazione
della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifi che professionali, nonché della direttiva
2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell’adesione
di Bulgaria e Romania).
5. Gli obblighi di cui al comma 3, non si applicano ai maestri di sci provenienti con i loro allievi da altre
regioni, province autonome o da altri stati che esercitano temporaneamente in Toscana.
6. Ai cittadini di stati non membri dell’Unione europea che vogliono esercitare stabilmente la professione di
maestro di sci si applicano le disposizioni contenute nel regolamento emanato con decreto del Presidente della
Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni
concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell’art. 1, comma 6,
del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286).
7. L’esercizio stabile della professione dei maestri di sci di stati non appartenenti all’Unione europea è subordinato
alla iscrizione nell’albo del Collegio regionale dei maesti di sci della Toscana. L’iscrizione è effettuata a seguito di
riconoscimento, da parte della Federazione italiana sport invernali d’intesa con il Collegio nazionale dei maestri di
sci, della equivalenza del titolo professionale acquisiton ello stato di provenienza, di verifi ca della reciprocità di
trattamento e della sussistenza dei requisiti soggettivi di cui all’articolo 132.
8. I maestri di sci di stati non membri dell’Unione europea non iscritti in albi professionali italiani possono
esercitare temporaneamente in Toscana previa richiesta di nulla osta al Collegio regionale dei maestri di sci
della Toscana. Il nulla osta è rilasciato a seguito di riconoscimento,da parte della Federazione italiana sport
invernali d’intesa con il Collegio nazionale dei maestri di sci, della equivalenza del titolo professionale acquisito
nello stato di provenienza e di verifi ca della reciprocità di trattamento.


Art. 137
Esercizio abusivo della professione


1. L’esercizio abusivo della professione di maestro di sci è punito ai sensi dell’articolo 348 del codice penale.


Art. 138
Collegio regionale dei maestri di sci


1. Il Collegio regionale dei maestri di sci è organo di autodisciplina e di autogoverno della professione; ne
fanno parte tutti i maestri iscritti nell’albo della Regione,nonché i maestri di sci che abbiano momentaneamente
sospeso l’attività oppure l’abbiano cessata.
2. Sono organi del collegio:
a) l’Assemblea, costituita da tutti i membri del Collegio;
b) il Consiglio direttivo, i cui componenti sono elett idall’Assemblea con le modalità previste dal regolamento
di cui al comma 3, lettera d);
c) il Presidente, eletto dal Consiglio direttivo al proprio interno.
3. Spetta all’Assemblea del Collegio:
a) eleggere il Consiglio direttivo;
b) approvare annualmente il bilancio del Collegio;
c) eleggere i propri rappresentanti nel Collegio nazionale dei maestri di sci;
d) adottare il regolamento relativo al funzionamento del Collegio, su proposta del Consiglio direttivo;
e) pronunciarsi su ogni questione che sia sottoposta dal Consiglio direttivo o sulla quale una pronuncia dell’assemblea
sia richiesta da almeno un quinto dei componenti.
4. Spetta al Consiglio direttivo del Collegio:
a) svolgere tutte le funzioni concernenti la tenuta dell’albo;
b) vigilare sull’esercizio della professione;
c) applicare le sanzioni disciplinari;
d) collaborare con la Regione nell’organizzazione delle attività formative di cui agli articoli 133 e 134;
e) svolgere ogni altra azione diretta a tutelare gli interessi degli iscritti;
f) stabilire le caratteristiche e le modalità d’uso del distintivo di riconoscimento e della divisa di maestro di
sci.
5. Il Consiglio regionale, su richiesta di una regione contigua e previa intesa con la medesima, sentito il consiglio
direttivo del Collegio regionale dei maestri di sci,può deliberare la trasformazione del Collegio regionale
in Collegio interregionale.


Art. 139
Scuole di sci


1. Agli effetti del presente testo unico, per scuola di sci si intende qualunque organizzazione operante sul
territorio regionale che si avvalga dell’attività professionale coordinata di più maestri di sci. Le scuole di sci
devono avere sede nelle aree sciistiche di cui all’articolo130, comma 2.
2. Le scuole di sci devono disporre di una sede adeguata e stipulare una polizza assicurativa di responsabilità civile
verso terzi, a copertura dei rischi derivanti alle persone e conseguenti all’esercizio dell’insegnamento da parte dei
maestri di sci aderenti alla scuola, con massimale non inferiore a quello stabilito con deliberazione della Giunta
regionale.
3. Il legale rappresentante di una associazione o società di maestri di sci che intende istituire una scuola
di sci trasmette, esclusivamente in via telematica, la SCIA allo SUAP del comune in cui intende ubicare la
sede della scuola, attestando il possesso dei requisiti e l’assolvimento degli obblighi di cui al presente arti colo,
nonché l’impegno a prestare opera in interventi straordinari di soccorso sulla neve.
4. Alla SCIA è allegata la copia dello statuto, che deve essere ispirato a criteri di democraticità e di
partecipazione effettiva dei maestri di sci alla gestione e all’organizzazione della scuola.


Art. 140
Pubblicità dei prezzi


1. Il materiale pubblicitario e informativo delle prestazioni professionali di maestro di sci contiene l’indicazione
dei relativi prezzi.
2. Le scuole di sci espongono nelle loro sedi e negli eventuali recapiti, in modo ben visibile al pubblico, la
tabella dei prezzi praticati.
3. È vietato applicare prezzi superiori a quelli pubblicizzati.


Sezione II
Vigilanza e sanzioni
Art. 141
Sanzioni disciplinari


1. I maestri di sci iscritti nell’albo regionale che si rendono colpevoli di violazione delle norme di deontologia
professionale, oppure delle norme di comportamento previste dal presente testo unico e dalla legge 81/1991,
sono passibili delle seguenti sanzioni disciplinari:
a) ammonizione scritta;
b) censura;
c) sospensione dall’albo per un periodo compreso tra un mese e un anno;
d) radiazione dall’albo.
2. I provvedimenti disciplinari sono adottati dal Consiglio direttivo del Collegio regionale a maggioranza
assoluta dei componenti; contro di essi è ammesso ricorso al Consiglio direttivo del Collegio nazionale entro trenta
giorni dalla notifi ca. La proposizione del ricorso sospende fino alla decisione l’esecutività del provvedimento.


Art. 142
Vigilanza della Regione sul Collegio regionale


1. La vigilanza sul Collegio regionale dei maestri di sci spetta alla Giunta regionale.
2. Ai fi ni di cui al comma 1, il Presidente del Collegio regionale dei maestri di sci trasmette alla Giunta regionale,
entro il termine perentorio del 30 settembre di ogni anno:
a) copia degli atti concernenti la tenuta dell’albo,corredati della relativa documentazione;
b) i provvedimenti del Collegio regionale in materia
di sanzioni disciplinari adottate ai sensi del presente testounico.
3. La Giunta regionale approva i regolamenti relativi al funzionamento del Collegio regionale.
4. La Giunta regionale delibera lo scioglimento del Consiglio direttivo del Collegio regionale che non sia in
grado di funzionare regolarmente, sentito il parere del Collegio nazionale. In tal caso, le funzioni del Consiglio
direttivo sono affi date a un commissario straordinario fino alla elezione del nuovo consiglio, che deve aver luogo
entro novanta giorni dallo scioglimento del precedente.


Art. 143
Sanzioni amministrative


1. Fermo restando quanto previsto dalle norme penali,è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da
euro 1.000,00 a euro 6.000,00:
a) chiunque esercita stabilmente la professione di maestro di sci senza essere iscritto all’albo regionale di
cui all’articolo 131;
b) il maestro di sci di uno stato non membro dell’Unione europea che esercita temporaneamente l’attività
senza aver ottenuto il preventivo nulla osta di cui all’articolo 135, comma 8.
2. È soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 300,00 a euro 1.500,00 il maestro di sci che
contravviene alla disposizione dell’articolo 139, com ma
3. La sanzione è raddoppiata nell’ipotesi in cui contravvenga a tale disposizione una scuola di sci.
3. È soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 100,00 a euro 600,00:
a) il maestro di sci iscritto ad albo regionale che esercita temporaneamente l’attività senza aver provveduto
a darne preventiva comunicazione ai sensi dell’articolo 135, comma 3;
b) il maestro di sci o le scuole di sci che violano l’articolo 139, commi 1 e 2.
4. L’esercizio abusivo di scuole di sci, comunque denominate, comporta la sanzione amministrativa pecuniaria
da euro 800,00 a euro 4.800,00.
5. In caso di reiterazione di una delle violazioni di cui al presente articolo nei due anni successivi, le relative
sanzioni pecuniarie sono raddoppiate.


Art. 144
Divieto di prosecuzione dell’attività


1. La prosecuzione dell’attività professionale di maestro di sci è vietata dal comune qualora l’interessato
perda uno dei requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività. In tal caso è ritirata la tessera di riconoscimento.
 

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